il territorio

L’Umbria, il lago e gli Etruschi

 

La zona di produzione della D.O.C. “Colli del Trasimeno” o “Trasimeno” comprende per intero i Comuni di Castiglione del Lago, Magione, Paciano, Panicale, Passignano sul Trasimeno e Tuoro sul Trasimeno. Comprende inoltre parte dei Comuni di Città della Pieve, Corciano, Perugia e Piegaro. Siamo intorno alle rive del Lago Trasimeno, da cui la D.O.C. prende il nome, in provincia di Perugia.

Si tratta quindi di tutta quella parte di territorio umbro anticamente insediato dagli Etruschi. È infatti a loro che si può risalire cercando le origini della coltivazione della vite in questa zona. La conformazione delle colline, la ridotta superficie pianeggiante e soprattutto la presenza del lago caratterizzano un micro-clima che rende questo territorio particolarmente vocato alla coltivazione della vite e dell’olivo.

Il lago è l’anima di questa terra, definito “….un velo di malinconia su una bellezza struggente, azzurra e tenera, increspata di canne…”; intorno ad esso si svolge tutta l’attività di oggi, sia commerciale che agricola e turistica. Il vino, l’olio, i cereali e il pesce del lago sono gli stessi alimenti della gente di questa terra da millenni.

L’odore della terra che si respira ancora, insieme alla dolcezza delle colline, alla serenità spoglia delle case di pietra ed alle splendide piazze di paese fanno di questo territorio qualcosa di unico.

Lago Trasimeno (o lago di Perugia)

 

Il lago Trasimeno, o di Perugia, è con una superificie di 128 km² il più esteso lago dell’Italia peninsulare, quarto tra i laghi italiani subito dopo il lago di Como. Tale estensione si affianca ad una scarsa profondità (media 4,3 m, massima 6 m [1]), di modo che il Trasimeno rientra tra i laghi di tipo laminare.

Storia

La zona era abitata sin dall’epoca preistorica, come testimoniano i ritrovamenti oggi conservati nel Museo Archeologico Nazionale dell’Umbria. Nel 217 a.C. sulle rive del lago ebbe luogo la battaglia del Lago Trasimeno, che vide le forze cartaginesi di Annibale sconfiggere le legioni romane del console Gaio Flaminio. Successivamente, ai tempi dell’imperatore Claudio, per ovviare al problema delle frequenti alluvioni del Trasimeno, i Romani costruirono un primo emissario artificiale collegato al Tevere. Nel 1422 Braccio da Montone, signore di Perugia, fece realizzare un nuovo emissario, per una lunghezza complessiva di circa 1 km e sviluppato quasi interamente in galleria. Tale opera non fu però risolutiva dei problemi al punto che anche il celebre Leonardo da Vinci studiò un ingegnoso sistema idraulico, mai messo in opera, per regolare i flussi in eccesso del Trasimeno e del lago di Chiusi, che prevedeva anche il coinvolgimento del Tevere e dell’Arno. Nella seconda metà del XVI secolo papa Sisto V decise di deviare gli unici immissari naturali del Trasimeno, il Rigo Maggiore e la Tresa, verso il lago di Chiusi. Tra XVIII e XIX secolo si tentò un’ulteriore riduzione del bacino imbrifero (si parlò addirittura di prosciugamento) ma non vennero poi operati interventi. Dopo anni di dure battaglie con il demanio e gli speculatori, tra il 1896 ed il 1898 il Consorzio di Bonifica presieduto da Guido Pompilj riuscì a realizzare un nuovo emissario, parallelo a quello del XV secolo, per una lunghezza di 7 km ed una portata di 12 m³/s. Scongiurato così il disseccamento artificiale (per il quale era già stata rilasciata la concessione reale) e risolto il problema delle inondazioni e della conseguente malaria, tra gli anni quaranta e gli anni cinquanta del XX secolo, a causa del ricorso intenso all’abbassamento della soglia del nuovo emissario in favore dei potenti proprietari terrieri, si dovette far fronte ad una crisi idrica: il Trasimeno corse addirittura un serio rischio di prosciugamento, con una profondità massima ridottasi a 2,93 metri alla fine degli anni cinquanta. Nel 1952 vennero quindi reintrodotti gli immissari naturali Rio Maggiore e Tresa, deviati nel XVI secolo, ed il recupero avvenne a partire dal 1958. Dal 2006 il lago Trasimeno fa parte dell’associazione internazionale “Living Lakes”.

Le isole

Nel lago Trasimeno sono presenti tre isole ovvero, in ordine di grandezza, la Polvese, la Maggiore e la Minore.

  • L’isola Polvese è situata nella parte sud-orientale ed è l’isola più estesa delle tre (69,60 ettari). Dal 1995 la Provincia di Perugia, che ne è proprietaria dal 1973, l’ha dichiarata parco scientifico-didattico e vi svolge attività di ricerca scientifica, di sperimentazione e di didattica ambientale. Nella parte orientale e meridionale è presente una vasta zona umida con canneti che danno rifugio a varie specie di uccelli ed anfibi.
  • L’isola Maggiore è l’unica isola abitata in maniera stabile, conta infatti 35 abitanti (dati Istat, 2001) ed ha una superficie di 24 ettari, racchiusa in un perimetro di 2 km. L’isola è collegata con la terraferma da un servizio di traghetti verso i paesi di Tuoro sul Trasimeno, Passignano sul Trasimeno e Castiglione del Lago. Una fitta rete di sentieri copre l’isola intera, dipanandosi attraverso una macchia di ulivo, leccio, pino, cipresso, pioppo ed altre varietà mediterranee.
  • L’isola Minore si eleva per circa 20 m dalla superficie del lago (a 258 m s.l.m.), ha la forma di una virgola con dimensioni di circa 450 x 260 m e una superficie totale di 0,05 km². L’isola è coperta da una fitta vegetazione boschiva, comprendente pini e lecci, che da rifugio ad una nutrita colonia di cormorani

Umbria

Unico e verde

L’Umbria è una regione dell’Italia centrale di 900.291 abitanti posta nel cuore della penisola. Con una superficie di 8.456 km² (6.334 la provincia di Perugia, 2.122 quella di Terni) è una tra le più piccole regioni italiane e l’unica non situata ai confini, terrestri o marittimi, della nazione.

È anche l’unica regione dell’Italia peninsulare  non bagnata dal mare. Confina ad est ed a nord-est con le Marche, ad ovest  e nord-ovest con la Toscana ed a sud e sud-ovest con il Lazio. Inoltre, è presente una ex-clave nelle Marche, appartenente al comune di Città di Castello. Il capoluogo regionale è Perugia.

L’idrografia offre il quarto lago naturale più esteso d’Italia, il Trasimeno.

La Regione ha un proprio gonfalone, una bandiera ed uno stemma, raffiguranti in sintesi grafica i tre Ceri di Gubbio. Si riferisce alla manifestazione della Festa dei Ceri, tra le più antiche della regione. Il simbolo è stato scelto a rappresentare l’intera regione in quanto comprende in sé vari valori caratteristici della sua storia e cultura, come quelli religioso e civile, pre cristiano e cristiano, antico e moderno, agrario e urbano. Nello stemma i tre ceri sono di colore rosso, delimitati da strisce bianche, in campo argento di forma rettangolare.

La regione offre un’ampia varietà di caratteri geomorfologici e paesaggistici attraverso il susseguirsi di vallate, catene montuose, altopiani e pianure, che costituiscono la caratteristica geografica dominante.

Il territorio è prevalentemente collinare e montuoso.

 

Manifestazioni

Numerosissime sono le manifestazioni che si svolgono, soprattutto in estate, in molti centri dell’Umbria. Questi appuntamenti, alcuni noti anche a livello internazionale, fanno convergere nella regione turisti da tutto il mondo. Il folklore fornisce le chiavi per decifrare i frammenti del retaggio storico tramandato dalla memoria popolare e questo passato si esprime, oggi, anche con manifestazioni, mostre, rappresentazioni teatrali, festival e spettacoli musicali.